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La sede

La sede

Il monastero di S. Caterina a Formiello ed il suo chiostro, ubicati all’interno del tratto di mura che cingevano la città, di fianco a Porta Capuana e all’omonimo Castello, rappresentano una delle più importanti architetture rinascimentali del centro storico di Napoli.

Le origini della fabbrica si fanno risalire al periodo in cui si provvide all’ampliamento delle mura orientali di Napoli, promosso dagli Aragonesi nel 1484, che inclusero nel perimetro urbano una piccola chiesa con annesso convento di frati celestini. Nel 1499 se ne decise la ricostruzione: la nuova chiesa fu completata nel 1593, al 1514 risale il grande chiostro a due ordini di archi e pilastri; nell’ottocento il monastero ed i chiostri sono stati adibiti a Lanificio militare.

Per un lungo periodo di tempo, l’impianto originario non ha subito rilevanti variazioni delle sue parti, ma solo interventi di restauro degli apparati ornamentali interni ed esterni. Dalla metà del XVIII secolo fino alla seconda metà del XX secolo, le innumerevoli superfetazioni hanno stravolto l’originario impianto e hanno prodotto una forte limitazione fruizionale-prospettica di tutto il complesso ecclesiastico.

Gli interventi ottocenteschi e quelli che si sono susseguiti fino ad oggi (tompagnature di arcate, copertura del chiostro piccolo affrescato, costruzione di strutture come ciminiere e padiglione nel chiostro grande) ne hanno profondamente alterato il disegno originario, creando un singolare monumento di archeologia industriale.

Il progetto

Le scelte progettuali hanno lo scopo di recuperare l’immobile. In particolare, la ristrutturazione dell’unità immobiliare mira a trovare un compromesso tra il rispetto delle caratteristiche dell’involucro esistente e la necessità di recuperare l’edificio per una sua corretta fruibilità collettiva.

E’ prevista infatti all’interno dell’immobile la realizzazione di attrezzature pubbliche di quartiere consistenti in attività laboratoriali per arti e mestieri; si intende quindi, con pochi ed efficaci interventi, rendere l’immobile adatto ad accogliere spazi attrezzati per attività di produzione di opere d’arte, sedi espositive, luoghi di lavoro sinergico tra artigiani e giovani del quartiere, che saranno così sensibilizzati all’artigianato ed introdotti in un progetto di collaborazione che coinvolge le cooperative sociali, le scuole e le università.

Il progetto prevede il mantenimento dell’involucro murario esterno esistente, la realizzazione di un blocco servizi centrale lasciando lo spazio totalmente aperto per consentirne una fruizione collettiva e conviviale.

 

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